Archive for the ‘Video’ Category

Oggi vi offro un ascolto inusuale nel panorama della musica pianistica d’insieme e ringrazio enormemente il prof. Vincenzo Soravia per aver allargato in passato i miei orizzonti musicali con così tanta profondità ed eleganza.

Darius Milhaud è un compositore meno conosciuto ai più ma noto ai pianisti come facente parte del Gruppo dei Sei assieme a Poulenc, Honegger, Tailleferre, Auric e Durey.

Il gruppo richiama nel nome il sovietico  Gruppo dei Cinque ma nasce a Parigi intorno alle figure ispiratrici di Jean Cocteau, letterato, regista e scenografo dal carattere vulcanico e a quella di Erik Satie, musicista tra i più rivoluzionari degli anni ’20. Tale Neoclassicismo che i Sei apprendono dallo stesso Satie nacque come reazione all’espressionismo con rinnovate caratteristiche di semplicità e purezza come massima espressione dell’oggettività.

Milhaud (1892-1974) fu alquanto prolifico (più di 500 sono i titoli delle sue opere!) e la sua musica risente moltissimo dell’influsso sudamericano in quanto fu chiamato dallo scrittore Paul Claudel come segretario dell’ ambasciatore in Brasile per ben 2 anni.

Il brano del video è Brasileira, terzo brano di Scaramouche (1937) suite per due pianoforti eseguita magistralmente da Martha Argerich e Nelson Freire.

Godetevi il ritmo di samba!

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Vi segnalo oggi un film su Beethoven e la sua musica  scritto e diretto dallo scrittore Alessandro Baricco, qui una recensione ed eccone nel video qui sotto un’ assaggio:

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Preludio e fuga in do diesis maggiore BWV 848.

Mi rifaccio alla lettura di Hermann Keller “Il Clavicembalo ben temperato  di Johann Sebastian Bach – l’opera e la sua interpretazione” (tradotto da Claudio Toscani), ed. Ricordi.

Come cita Keller, pochissimi sono i brani nella storia della musica a servirsi di questa tonalità con sette diesis: Haydn nel trio della sonata Hob XVI 36 e Beethoven nella Sonata quasi una Fantasia, mentre Schumann nel finale dei suoi Studi Sinfonici e Chopin nella parte centrale della Polacca in do diesis maggiore utilizzzarono l’omofona tonalità di re bemolle maggiore.

Il preludio di complessive 104 battute, inizialmente più breve in 67 (composta solo dalle battute 1-62 e 99-104), procede a due sole voci con andamento ascendente e discendente. Sicuramente tra i preludi del clavicembalo rappresenta l’esempio interpretativo tra i più virtuosistici, con una trama vicina alla badinerie (si ascolti l’ultimo movimento della Suite Orchestrale n. 2 per flauto ed archi dello stesso Bach), carattere dato soprattutto dalle seste spezzate che ritroveremo poi nel basso della corrispondente fuga.

La struttura è piuttosto logica e simmetrica (divisibile matematicamente per 4), interrompe il ciclo di 4 e 8 battute solo tra batt. 31-32 (al tempo stesso inizio e fine di un ciclo) e batt. 87-96 ( con un ciclo ampliato, di 10 batt. totali ed il successivo ciclo ridotto, di totali 6).

Nel ciclo di battute 47-54 abbiamo la ripresa alla sottodominante (fa diesis maggiore). La parte nuova da battuta 63 (che, come detto all’inizio dell’articolo, non faceva parte dell’originale stesura) è di andamento frizzante (definito da Schumann “gioco grazioso di spiritelli saltellanti”).

Qui appaiono (in 4 cicli di 12, 4, 4 e 10 battute) pause e note staccate di semicroma per concludere con accordi spezzati l’intero preludio, uno slancio che non permette alcun indugio nella velocità e costringe all’assoluta leggerezza del peso della mano.

La fuga (di 55 batt.) si sviluppa a 3 voci e con inizio tematico in levare sottolinea il carattere gaio e talvolta scherzoso. Qui la risposta (batt. 3) al soggetto non è altro che il soggetto alla quarta giusta inferiore (risposta reale). Numerose le seste spezzate che si richiamano al preludio (es. batt.2 e 5-6). Al soggetto alla tonica (batt. 1-2) rispondono due controsoggetti obbligati (batt. 3-4 e 5-6). Da batt. 7 e 16 vi sono le imitazioni e progressioni, come di consueto, nei divertimenti.

Possiede tre parti: l’esposizione (1-22) da do diesis minore a mi diesis minore; lo sviluppo (23-42) che gode d’intensa vita tematica (in particolare l’alternanza tra tonica e dominante svolta  dalle voci estreme da batt. 35); una ripresa (42-51…che nelle fughe generalmente non c’è!) e un’unica entrata del soprano da batt. 52, col levare precedente, che porta alla conclusione (52-55).

Ancora una volta, vi auguro buon ascolto!

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I Rachel’s sono un trio da camera statunitense, esteso talvolta ad un numero maggiore di componenti, capaci di fondere musica classica e influenze post-rock ed elettroniche senza mai banalizzarne l’interpretazione. Il connubio tra letteratura, arte e danza, come nel caso dell’album “Music for Egon Schiele” (1995) ne fa sicuramente un fenomeno singolare dove le atmosfere sonore, arricchite da richiami minimalisti alla Michael Nyman, risultano intimiste, romantiche e, a tratti, gotiche.

Qui il loro sito ufficiale.

Per saperne di più ecco una recensione di Ondarock. Ma sicuramente gli ascolti vi potranno rendere meglio l’idea di quest’ affascinante musica:

e qui un live.

Certamente questa musica evocativa è di grande ispirazione a progetti video, teatrali e cinematografici didattici, un altro creativo esempio qui

e una splendida reinterpretazione di “water from the same source”

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Ryuichi Sakamoto, musicista giapponese straordinario al pianoforte e noto compositore di colonne sonore quali L’ultimo imperatore,  il Té nel deserto e Furyo, ha collaborato con artisti di fama internazionale quali David Sylvian, Caetano Veloso e Iggy Pop.

A cavallo tra musica contemporanea d’ Occidente e musica tradizionale del Sol Levante, oggi dedico a voi l’ascolto di un brano reso celebre anche dall’interpretazione canora di David Sylvian (reintitolato per l’occasione Forbidden Colors) che qui propongo accanto alla versione strumentale live di Sakamoto in trio.

Successivo allo scioglimento della Yellow Magic Orchestra, formazione ideata dallo stesso compositore sotto l’influenza dei Kraftwerk e direttamente dal film “Merry Christmas Mr. Lawrence” del 1983 (interpretato dallo stesso Sakamoto al fianco di un alquanto giovane David Bowie), ecco a voi l’omonimo brano:

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Salve a tutti, inizio oggi la serie “Consigli d’ ascolto”, una sorta di non pretenzioso Bignami dell’ ascolto “moooolto” personale, poichè credo fermamente che la musica vada ascoltata tutta, e per tutta intendo di ogni genere e tipo, indipendentemente che si voglia diventare o meno musicisti e al di là del far musica classica, jazz, folk…..

Sono estremamente convinta, suggerimento che esprimo continuamente nel corso delle mie lezioni di piano ai miei allievi, che anche i musicisti di classica (chi ha studiato come me in Conservatorio, per intenderci) debbano nel corso della loro vita spingersi oltre la conoscenza della musica classica che è indubbiamente importante ma non l’unico modo di espressione musicale,  un atteggiamento curioso che porta a maturare una completa formazione musicale che significa, nella pratica, a suonare meglio con orecchie e mente più aperti.

Non sarà un elenco di brani nè storico, nè per autore, nè per difficoltà ma semplicemente ciò che ho ascoltato nella mia vita e che regalo a voi come piccoli consigli d’ascolto.

Iniziamo con la Penguin Cafe Orchestra, gruppo eterogeneo di musicisti capitanati da Simon Jeffes (purtroppo scomparso nel 1997), chitarrista e compositore ed Helen Liebmann, violoncellista, che nel ventennio ’70-’90 ha saputo dar vita ad un tipo di musica non banalmente classificabile in quanto influenzata dalla classica, dal folk e dal minimalismo alla Philipp Glass giovandosi per lo più dell’amicizia e della produzione di un personaggio geniale come Brian Eno.

Tratto dall’album “Signs of Life” (1987),  “Perpetuum mobile” in un live della BBC del 1989:

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Tanti auguri di buone feste a tutti e che il 2012 porti pace e tanta musica!

A presto!

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Anche oggi al via con l’ascolto della seconda coppia di esecuzioni tratte dal I libro del Clavicembalo Ben Temperato di Bach, mi riservo di parlarne poi la prossima settimana.

Si tratta del preludio e fuga n. 2 in do minore BWV 847 di J.S. Bach.

L’esecuzione è ancora una volta affidata ad un grande del clavicembalo, Kenneth Gilbert, clavicembalista, didatta e musicologo canadese.

Buon Natale e arrivederci alla prossima settimana!

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Oggi vi regalo una perla di dolcezza, naturalezza ed eleganza che Horowitz, splendido ed umile artista ed insegnante, ha saputo regalarci nelle sue performances.

Il brano è di Schubert:

improvviso in sol bemolle maggiore D899 n. 3 op. 90 (pubblicato nel 1857).

Ascoltarlo ad occhi chiusi vale più di ogni cosa!

Improvviso in sol bemolle maggiore n. 3 op. 90.

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Oggi si prosegue con l’ascolto del Clavicembalo ben Temperato, opera scritta da Bach in due tempi differenti e in due volumi separati: il primo nel 1722 ed il secondo nel 1744.

Partendo dal I libro abbiamo già ascoltato il preludio e fuga a 4 voci  in do maggiore BWV 846.

Oggi vi propongo l’ascolto di un grande della musica classica pianistica, Glenn Gould, l’esecutore in assoluto più originale di quest’opera.

Tale grandiosa opera è costituita da 24 brani, ciascuno suddiviso in due parti (un “preludio”, basato su armonia e sviluppo degli accordi e una “fuga”, incentrata più sulla melodia). Tutte le coppie di brani sono poi composte in tonalità sia maggiori che minori.

Il video che vi propongo è tratto dal film “32 piccoli film su Glenn Gould” nel quale possiamo godere dell’ascolto proprio del preludio e fuga a 3 voci in do minore BWV 847, eseguito da Glenn Gould:

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