Archive for the ‘Curiosità’ Category

Charles Rosen

Charles Rosen, purtroppo scomparso propio oggi (ne dà l’annuncio il Los Angeles Times  e il New York Times), pianista, musicologo e concertista da più di sessant’anni, con una egualmente appassionata carriera di scrittore di musica per numerose riviste e periodici, ha più volte saputo offrirci punti di vista originali sulle vicende storico-musicali e sui vari aspetti del suonare, con un modo di raccontare ironico e brillante (altri suoi interessanti titoli sono: “Lo stile classico: Haydn,Mozart, Beethoven”, “La generazione romantica”, “Le forme-sonata”).

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In questo libro del 2008 parte dal lavoro muscolare di ogni pianista, che Rosen afferma essere simile a quello di un atleta, portando numerosi esempi tra le celebrità di questo strumento, quali Rubinstein, Gould, Horovitz e Rachmaninov, solo per citarne alcuni, passa ad un discorso sul tocco e su quanto la condizione mentale condizioni quella fisica con risultati ovviamente differenti. Altri capitoli sono poi riservati ai concorsi ed ai conservatori, ai concerti ed alle incisioni, per poi finire con la prassi esecutiva,approccio fedele e necessario quando s’intende suonare rispettando il periodo storico di ogni compositore.

Libro assolutamente da consultare e da tenere con estremo amore e cura sopra al pianoforte!

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Havasi Balász, giovane promessa pianistica di origine ungherese che dopo aver dedicato una vita intera allo studio del pianoforte ha iniziato a comporre musica propria seguendo il suo personalissimo stile (indubbiamente influenzato da melodie e ritmi tipicamente balcanici) ed il suo grande successo quale pianista più veloce al mondo (esattamente 498 tasti al minuto!), anche se il suo talento musicale è indubbio, al di là della mera velocità ginnica delle sue dita.

Nel 2007 è avvenuto il vero esordio, grazie anche alla fondazione del suo trio “The Unbending Trees” (Gli Alberi Inflessibili). Oltre che in Ungheria, il trio ha avuto successo principalmente nel Regno Unito. Eccone un video:

http://youtu.be/Kk5itF5YHvw

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Ho avuto il piacere di conoscere Piotr Lachert durante un masterclass di didattica pianistica qualche anno fa. Piotr Lachert, pianista e didatta da più di 40 anni, ha inaugurato negli anni ’70 il “metodo creativo“, uno stile didattico di grandi risultati, improntato maggiormente al raggiungimento dei risultati di apprendimento basati sulla naturalezza e sulla creatività, senza per questo sottovalutare l’importanza dell’ allenamento tecnico.

Questo libro è un vero manuale di consigli per allievi ma soprattutto per insegnanti di pianoforte che affronta svariati temi: dalla cultura musicale (articolazione, diteggiatura, pedale e tecnica in generale)  alla  cultura pianistica (immaginazione, memoria, emozione), dalla didattica (tipologie di allievi e preparazione a esami, concerti, concorsi) e dalla consapevolezza di ogni pianista (virtuoso, insegnante, musicista da camera, accompagnatori) alla fedeltà stilistica in base al periodo storico del brano) per finire con le malattie pianistiche ed un discorso interessantissimo sul pianoforte ai nostri giorni.

Lo consiglio caldamente.

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E’ il titolo di un cortometraggio la cui produzione esecutiva è stata affidata a Ridley Scott con la regia di Kevin Macdonald, ma le cui scene sono il frutto di un  esperimento cinematografico globale nato da un annuncio su youtube che invitava gli utenti a filmare una “giornata tipo”della loro esistenza, esattamente il 24 luglio del 2011. Il risultato è stato quello di selezionare ben 4.500 ore di filmati provenienti da ben 80.000 iscritti di 140 paesi. Il video è disponibile gratuitamente su youtube:

http://www.youtube.com/lifeinaday

Inutile dire che è il primo Social Movie in assoluto (nel senso non solo di tema sociale ma anche di partecipazione collettiva) e che per l’efficace realizzazione ha vinto premi al Sundance Film Festival e al Silverdocs Documentary Festival (oltre alla proiezione nel corso del Festival internazionale del cinema di Berlino nel 2011).

Senza dubbio si tratta di un documentario che fin dalle prime scene incuriosisce, spiazza, emoziona, a tratti inorridisce ma tutto questo non sarebbe stato lo stesso senza il commento musicale che trovo splendidamente originale, emozionante e ritmicamente in linea con le scene, come se la musica stessa volesse narrarci ciò che vediamo, senza parole, avvalendosi della profondità del linguaggio musicale, che delle parole non ha mai bisogno. Autori della colonna sonora: Harry Gregson-Williams e Matthew Herbert.

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Oramai tutti sommersi dalla furia tecnologica, si sa, facciamo davvero fatica a comprare i cd e questo non è certo motivo d’orgoglio. Chiaramente non approfondirò in questo contesto questo aspetto, legato spesso anche ai costi, alla crisi e via dicendo.

Ma, fortunatamente, una soluzione c’è, per lo meno per iniziarci all’ascolto della musica. Vi sono molteplici canali sul web che propongono ascolti di musica catalogati per genere: le webradio.

Ecco solo alcune proproste, incentrate sulla musica classica, che io stessa utilizzo:

RADIO3 (ma solo se avete installato media player) che propone vari programmi culturali. Specificatamente di musica, vi segnalo “La Barcaccia” (sulla lirica) e Classicaradio, di cui vi lascio il link:

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-61ab4215-547b-4563-8b1f-8932531e5469.html

– BAYERN 4 KLASSIK, direttamente da Monaco di Baviera:

http://www.br.de/radio/br-klassik/index.html

GROOVESHARK con un elenco di generi, non solo classica:

http://grooveshark.com/#!/genres

BBC3 che ha diversi programmi di musica compresi di interviste ed approfondimenti e news ad intervallarli (ottimo modo per tenersi in esercizio anche con l’inglese):

http://www.bbc.co.uk/radio3/

RADIO SVIZZERA CLASSICA: http://www.radiosvizzeraclassica.ch/it

RADIO MOZART che offre un’ ulteriore elenco di radio per genere (barocca, ambient, sinfonica..):

http://www.radionomy.com/en/radio/radio-mozart#!/en/style/Classic/Classic

– CEU MEDIEVAL RADIO, una radio ungherese no-profit creata dall’Università di Budapest che propone musica datata non oltre il 1700, non solo medievale:

http://www.medievalstudies.ceu.hu/radio

Ma se ancora non avete abbastanza, ecco un elencone di radio europee dal quale attingere:

http://classicalwebcast.com/europe.htm

Buona caccia e buon ascolto!

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Ciao a tutti! Oggi vi propongo un sito davvero particolare che propone un nutrito numero di giochi musicali per ogni età, della serie “come unire l’utile al dilettevole”.

Theta music trainer, creato da Steve Myers, approfondisce molti aspetti dell’apprendimento musicale: riconoscimento di brevi sequenze di note (Parrot Phrases), timbri (Channel Scramble, Tonal Recall), intervalli (Melodic Drops), accordi/arpeggi (es. Flash Chord, Three Tones, Phrase Fitter) ritmi (es. Flash Styles, Rythm Puzzle)), pratica dell’ ear-training (Tonal Recall) e distinzione tra le tonalità maggiori/minori con esercitazioni vocali (Number Blaster, Vocal Steps, Vocal Degrees, Vocal Match, Speed Pitch), accordatura (Speed Pitch, Dango Brothers).

Ovviamente potete intanto provare la versione di prova. Registrandovi gratuitamente dà accesso ai primi tre livelli di ogni gioco.

Per chi poi (allievi, genitori o docenti) volesse utilizzarli appieno (quindi oltre i tre livelli di prova) occorre chiaramente acquistarli.

Curiosità: “nelle attivita’ di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacita’ immaginativa radicata nel profondo”. Lo stato theta è conosciuto come quella condizione della mente dove si può cambiare la realtà all’istante in modo positivo.

Buon divertimento!

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Splendido documentario sull’importanza di crescere con la musica.

A partire dal metodo Suzuki viene illustrato come con questo metodo s’insegni a suonare uno strumento attraverso l’imitazione e l’ascolto.

Nonostante i suoi limiti, molti sono i pregi di questo metodo: creare un approccio naturale alla musica, abituare all’ascolto e alla disciplina, imparare con naturalezza un linguaggio nuovo come quello musicale.

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Il viaggio nell’apprendimento musicale si sposta poi in Ecuador dove lo studio della musica classica, talvolta vista come qualcosa di elitario, e ad il supporto dell’associazione Huancavilca, ha permesso a molti bambini della periferia povera di Guayaquil  di poter suonare in un orchestra sinfonica e di portare avanti la loro passione che forse un giorno potrebbe trasformarsi anche in professione.

E per ultimo, l’esempio della scuola Kalkeri in India, fondata nel 2002, che fornisce ospitalità, cure mediche ed istruzione gratuite. Un collegio in cui per 3 ore al giorno si pratica la musica cantando e suonando il sitar, l’armonio, la tabla e la tampura, tipici strumenti tradizionali indiani.

Un documentario assolutamente da non perdere per comprendere perchè la musica è importante nella crescita dell’essere umano e di come si riesca, attraverso l’apprendimento di uno strumento, a potenziare la fiducia in sè stessi, la pazienza e la costanza verso i propri obiettivi.

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Oggi vi lascio con la visione di un video presente su youtube e 9gag che trovo estremamente spassoso ma anche singolare per il finale a sorpresa.Se volete ulteriori informazioni sulla band andate a questo link dove troverete ulteriori video: http://www.cdzamusic.com/

Buona visione!

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Promossa dall’Associazione Quadrivium, con la direzione artistica di Francesco De Zan, e nata dalla collaborazione tra la Regione Veneto e le provincie di Venezia, Padova, Treviso, Rovigo e Belluno, si terrà dal 24 agosto al 5 ottobre, una rassegna di 20 concerti da camera interpretati da artisti nazionali ed internazionali all’interno di incantevoli ville, castelli e abbazie tra le più suggestive e storiche del Veneto.

Per scaricare il pieghevole del programma, ecco il link:

http://www.venetoconcertante.it/

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Come ogni anno ad agosto, a Ferrara si tiene dal 18 al 26 il tradizionale festival degli artisti di strada, evento unico in Italia che vede la città estense pullulante di musicisti e artisti provenineti da ogni parte del mondo.

Nato nel 1988, il festival compie quest’anno 25 anni e si propone con la sua unicità di essere anche Ecofestival quindi con intento non solo artistico, turistico e di rivalutazione della città ma anche attento ai temi legati all’ambiente ed alla sostenibilità.

Dirtettamente dal sito uficiale cito: “Per i tantissimi spettatori, provenienti da tutta Italia e, in misura significativa, anche dall’estero, il Festival è un entusiasmante giro intorno al mondo alla ricerca di sonorità familiari ed esotiche, è un’appassionante caccia al tesoro per scoprire gli strumenti più originali, le performance più fantasiose, i costumi più appariscenti. Ed è, soprattutto, un’infinita festa mobile, che si muove in mille direzioni, capace di riservare sorprese ad ogni angolo: un fiume di allegria, di suggestioni, di stupore, che invade strade e piazze di uno dei centri storici più belli d’Italia.”

Ecco un assaggio video (by Giacomo Melandri):
http://www.youtube.com/watch?v=x1W-CfjLKoM

E qui tutte le informazioni per poterlo visitare:

http://www.ferrarabuskers.com/area-stampa/presentazione-festival-2012

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Duo americano dello Utah, formato da Jon Schmidt al piano e Steven Sharp Nelson al violoncello, che sottolineo per l’intenzione di voler portare qualcosa di nuovo nel classico e qualcosa di classico nel nuovo, così come si legge sul loro canale youtube (numerose sono le loro citazioni classiche tra cui Mozart, Beethoven e Rachmaninoff, così come contemporanee tra i quali John Williams e Klaus Badelt, celebri compositori di colonne sonore cinematografiche).

su chi sono, ecco qui alcune info ed il sito ufficiale.

Curiosità: per i fan di Star Wars consiglio anche questo video-sorpresa!

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Oggi condivido con voi un articolo tratto da “The Quietus“, webzine musicale britannica, che mi ha molto incuriosita, anche perché, chiediamocelo onestamente, cos’ hanno in comune Steve Reich e i Radiohead? Direi apparentemente proprio nulla. Steve Reich é uno dei compositori viventi più importanti (assieme a Terry Riley, Philipp Glass, Yann Tiersen e Michael Nyman, tutti valenti pionieri del minimalismo) e che ha in parte influenzato l’elettttronica ed il pop. Sembra che il compositore statunitense si stia ultimamente dedicando ad un nuovo progetto in cui é lui stesso inaspettatamente ad ispirarsi alla musica rock.

Radio rewrite parte proprio con due brani della band di Oxford: Everything in its right place e Jigsaw falling into place. L’idea di Reich é nata dopo aver visto suonare i Radiohead a Cracovia dove, pare, sia rimasto piacevolmente deliziato nell’ascoltare il suo brano Electric counterpoint eseguito dal chitarrista Jonny Greenwood:

Il progetto di Reich non é ancora terminato ma sembra che verrá eseguito dalla London Sinfonietta nel 2013. Lo stesso Reich, riporta il giornalista dell’articolo Leo Chadburn, ne parla in termini entusiastici e come qualcosa che non ha nulla a che fare con il rock: “Se non conoscete i brani originali, non vi verrebbe di certo in mente quel genere di musica. Ho solo usato alcune armonie, giri di basso e melodie e sono andato per la mia strada”. Così su due piedi, non mi faccio nessuna particolare opinione in merito, attendo solo di ascoltare con molta curiositá, sono convinta che potrá essere un’ occasione in più per arricchire il mio bagaglio musicale.

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Nella splendida cornice della chiesa medievale di San Francesco ad Este (PD) si tengono, come da tradizione da qualche anno ormai, gli incontri di musica da camera, che vedono come protagonista musicale il Quartetto Auryn ed altri musicisti, tra i quali Peter Orth, in una intensa settimana di concerti dal 2 al 9 giugno resi possibili grazie al Comune di Este e agli Amici della Musica di Padova.

Qui trovate il programma che spazierà da Brahms ad Haydn, Schubert e Debussy (nel 150° anniversario della sua nascita).

Per regalarvi un assaggio della maestria di questa interessante formazione ecco una delle loro esecuzioni tratta dal Quartetto per archi op. 18 n. 6 di Beethoven:

Evento al quale assolutamente non mancare!

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Piano City Milano, svoltasi tra venerdì 11 e domenica 13 maggio, è il nome di un evento certamente fuori dal comune in Italia nato da un’idea del pianista tedesco Andreas Kern, già svoltasi con gran successo a Berlino.

Una città, Milano, popolata da circa 200 concerti per pianoforte, per la maggior parte gratuiti, con repertorio d’ogni genere musicale (dalla classica alla jazz, dalla sperimentale alla minimalista e new age) e che ha visto, al tempo stesso, la partecipazione di artisti già noti al mondo pianistico (Capossela, Einaudi, Cacciapaglia) ed altrettanto validi pianisti amatoriali.

Ma certamente l’aspetto più interessante della kermesse è la possibilità di assistere ad un House Concert, com’è successo a me.

Sabato 12 si è tenuto a casa di Silvia Leggio, concertista e docente di pianoforte, il concerto di Gian Mario Soggiu e Dominique Piers Smith.

Due splendidi interpreti per un repertorio ricco e meraviglioso il cui programma di sala riporto qui sotto:

Come promesso ai miei due amici pianisti, ecco alcuni brevi estratti di due loro brani: il Mephisto-Waltz n.1 di Liszt eseguito da  Gian Mario e Los Requiebros tratto dalla Goyescas Suite di Granados suonato da Dominique (perdonate la qualità audio e video assolutamente amatoriale!):

Aspettando con trepidazione Piano City Milano 2013 e auspicandomi che ogni città abbia prima o poi il proprio Piano City, vi auguro buon ascolto!

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Con un po’ di ritardo dovuto al ponte del I maggio, oggi vi consiglio un libro del 2001 definito dal Daily Mail “Il libro che trasformerà vostro figlio in un appassionato di musica!”. Io l’ho trovato spassosissimo!

L’autore, Steven Isserlis, brillante violoncellista britannico di fama internazionale, vincitore nel 1998 del premio CBE “per il suo impegno al servizio della musica” e del Premio Schumann, riesce a presentarci alcuni dei più celebri compositori della musica classica in maniera divertente e curiosa, non solo narrandoci gli eventi più singolari e significativi della loro esistenza ma anche fornendoci consigli sui primi ascolti da affrontare per avvicinarci gradualmente alla loro musica.

[…] La musica è magia. Ma chi l’ha inventata? E chi lo sa. Da dove viene? Chi lo sa. Chi l’ha composta? Nessuno lo…No, un attimo; QUESTO lo sappiamo! I compositori compongono musica. Scrivono tanti punti e linee sulle pagine; poi intervengono gli esecutori che, con i loro strumenti e le loro voci, trasformano questi punti e linee in suoni. E’ tutto veramente misterioso. O forse no? In fondo, le parole che stai leggendo, non sono che un’altra serie di punti e linee. Sicuramente conosci il loro significato, perciò puoi guardarle, traendone il loro suono e il loro senso. Allo stesso modo la musica non è altro che un altro genere di linguaggio con i loro significati. Ma c’è qualcosa di magico nella musica rispetto a ogni altro linguaggio. La varietà dei suoni è molto, molto più vasta rispetto a qualsiasi lingua parlata; ed è proprio perché non sono legati a un preciso significato che i suoni possono esprimere molto di più. […]

(Steven Isserlis)

Eccovi, tra l’altro, un’ intervista all’autore.

Un libro che non deve sicuramente mancare nella libreria dei docenti di musica, rivolto ai ragazzi ma, perchè no, anche ai genitori.

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