Oggi brevemente vi propongo un video di Ludovico Einaudi e della sua performance alla Royal Albert Hall di Londra.

Einaudi è a mio parere un artista che si è sempre distinto per il suo atteggiamento umile e professionale proponendo uno stile unico rivolto non solo agli ascoltatori più esperti, non disdegnando, a partire dalla sua iniziale formazione classica,  d’inserire nelle sue composizioni elementi pop, elettronici e folk.

Qui trovate la trascrizione parziale dell’intervista e quella completa in radio.

Il brano “Divenire” è stato inserito nello spot per le Olimpiadi di Londra di quest’anno e lo trovo di una delicatezza unica, libera da ogni sovrastrutture, da ogni posa…..quando si è bravi e professionali non si dovrebbe aver bisogno di altro, se non del proprio talento…….

Oramai tutti sommersi dalla furia tecnologica, si sa, facciamo davvero fatica a comprare i cd e questo non è certo motivo d’orgoglio. Chiaramente non approfondirò in questo contesto questo aspetto, legato spesso anche ai costi, alla crisi e via dicendo.

Ma, fortunatamente, una soluzione c’è, per lo meno per iniziarci all’ascolto della musica. Vi sono molteplici canali sul web che propongono ascolti di musica catalogati per genere: le webradio.

Ecco solo alcune proproste, incentrate sulla musica classica, che io stessa utilizzo:

RADIO3 (ma solo se avete installato media player) che propone vari programmi culturali. Specificatamente di musica, vi segnalo “La Barcaccia” (sulla lirica) e Classicaradio, di cui vi lascio il link:

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-61ab4215-547b-4563-8b1f-8932531e5469.html

– BAYERN 4 KLASSIK, direttamente da Monaco di Baviera:

http://www.br.de/radio/br-klassik/index.html

GROOVESHARK con un elenco di generi, non solo classica:

http://grooveshark.com/#!/genres

BBC3 che ha diversi programmi di musica compresi di interviste ed approfondimenti e news ad intervallarli (ottimo modo per tenersi in esercizio anche con l’inglese):

http://www.bbc.co.uk/radio3/

RADIO SVIZZERA CLASSICA: http://www.radiosvizzeraclassica.ch/it

RADIO MOZART che offre un’ ulteriore elenco di radio per genere (barocca, ambient, sinfonica..):

http://www.radionomy.com/en/radio/radio-mozart#!/en/style/Classic/Classic

– CEU MEDIEVAL RADIO, una radio ungherese no-profit creata dall’Università di Budapest che propone musica datata non oltre il 1700, non solo medievale:

http://www.medievalstudies.ceu.hu/radio

Ma se ancora non avete abbastanza, ecco un elencone di radio europee dal quale attingere:

http://classicalwebcast.com/europe.htm

Buona caccia e buon ascolto!

Vi propongo oggi l’ascolto e analisi del preludio e fuga in do diesis minore eseguita da Konstantin Semilakovs.
Nella stessa tonalità del Chiaro di luna di Beethoven, raramente utilizzata da Bach, il preludio fa da introduzione alla successiva fuga con la sua espressiva cantabilità. Ha uno stile di “ricercare“. Non ha una polifonia rigorosa, sembra quasi un’invenzione e si estende, attraverso progressioni, in un unico respiro fino alla battuta 15, quando finisce la prima parte e inizia la seconda. Nella prima parte c’è il tema (tonica-dominante) e la sua risposta armonicamente speculare (dominante-tonica). Mentre nella seconda, alla dominante della tonalità iniziale (sol diesis minore), il tema e la sua risposta sono rafforzati e maggiormente mescolati tra loro con un punto di maggiore espressività alla battuta 25 (la nota si diesis) ed una cadenza d’inganno (V-VI, anziché come ci si aspetterebbe V-I). Curiosità: se volte approfondire la cadenza d’inganno sarà molto divertente guardarsi la spiegazione di Alessandro Baricco a questo link:
Spesso la cadenza d’inganno permette all’ascoltatore di sorprendere ed al compositore di aggiungere una frase in più. in questo caso a battuta 35 e 36 c’è un richiamo al tema della fuga.
Bach Digital
La fuga ha invece ben 5 voci e 3 soggetti, anche questa un’eccezione tra le fughe del primo libro, poiché tale complessa polifonia era di solito peculiare delle grandi opere di musica sacra. In molti hanno cercato di capire se i 3 soggetti abbiano carattere proprio oppure siano da intendere come 1 soggetto tematico importante e due controssoggetti. Ma, a mio avviso, sembra che i tre temi (soggetti) siano ben distinti e ben diversi tra loro da averne il tipico carattere e da non potersi considerare di minore importanza rispetto al primo soggetto. Il secondo soggetto entra alla battuta 35 ed il terzo alla 49.  Non mi dilungo sulle entrate delle varie voci che nell’edizione Ricordi (il cui revisore è Tagliapietra) sono ben segnalate e devono ovviamente essere evidenziate musicalmente.
Scegliendo un tempo al metronomo di non più di 60 alla minima, è utile evidenziare bene il carattere di ogni soggetto: marziale quasi funereo il primo, più concitato e rapido il secondo,  più incisivo  il terzo.
Per lo spartito, ecco il link:

Quest’anno mi sono ritrovata ad avere molti allievi adulti. La scelta di suonare uno strumento come il pianoforte non deve essere esclusiva per i bambini ma trovo che un approccio tardivo sia non solo utile ma anche il modo migliore di trascorrere il tempo in maniera creativa e utile per la mente.

Vorrei consigliare alcuni primi ascolti per avvicinarsi al mondo del pianoforte ed arricchire il proprio bagaglio:

Clementi, Sonatina op. 36 n. 1 eseguita da Costantino Mastroprimiano:

http://www.youtube.com/watch?v=y6h9uBSEK5g&feature=fvst

Mozart, Sonata k 331, eseguita da Ivo Pogorelich:

http://www.youtube.com/watch?v=GNDz3_7LS_w

Beethoven, Bagatella op. 119/11, eseguita da Yukio Yokoyama

http://www.youtube.com/watch?v=egISXUrS5NQ

Scarlatti, Sonata k 141, eseguita da Martha Argerich

http://www.youtube.com/watch?v=PcsRl_LIJHA

Schumann, Mignon da “Album per la gioventù” op. 68. eseguita da Jörg Demus:

http://www.youtube.com/watch?v=pDJHbyEdJbI&feature=related

Chopin, Valzer in la minore op. 19, eseguito da

http://www.youtube.com/watch?v=C7E_s85aqR8

Satie, Je te veux, eseguito da Jean-Yves Thibaudet

http://www.youtube.com/watch?v=FM9GgEsa8k4

Debussy, Nocturne, eseguito da Francois-Joël Thiollier

http://www.youtube.com/watch?v=uyZJ3rNb4xM&feature=related

Bartok, Rumanian Folk Dances, eseguite da Béla Bartók

Listz, Tarantella, eseguita da Boris Berezovsky

http://www.youtube.com/watch?v=YamHNXapfpU

Ravel, Sonatina, eseguita da David Fung

http://www.youtube.com/watch?v=L302PJFsQ-g

Brahms, Intermezzo op. 117 n. 2, esguito da Grigory Sokolov

http://www.youtube.com/watch?v=IkLOEDAS9HM

Gershwin, Tre preludi, eseguiti da Bruno Canino

http://www.youtube.com/watch?v=_SqMIJ_deAE

De Falla, Danza rituale del fuoco, eseguita da Aldo Ciccolini

http://www.youtube.com/watch?v=13CmP2tGr_g

Ciao a tutti! Oggi vi propongo un sito davvero particolare che propone un nutrito numero di giochi musicali per ogni età, della serie “come unire l’utile al dilettevole”.

Theta music trainer, creato da Steve Myers, approfondisce molti aspetti dell’apprendimento musicale: riconoscimento di brevi sequenze di note (Parrot Phrases), timbri (Channel Scramble, Tonal Recall), intervalli (Melodic Drops), accordi/arpeggi (es. Flash Chord, Three Tones, Phrase Fitter) ritmi (es. Flash Styles, Rythm Puzzle)), pratica dell’ ear-training (Tonal Recall) e distinzione tra le tonalità maggiori/minori con esercitazioni vocali (Number Blaster, Vocal Steps, Vocal Degrees, Vocal Match, Speed Pitch), accordatura (Speed Pitch, Dango Brothers).

Ovviamente potete intanto provare la versione di prova. Registrandovi gratuitamente dà accesso ai primi tre livelli di ogni gioco.

Per chi poi (allievi, genitori o docenti) volesse utilizzarli appieno (quindi oltre i tre livelli di prova) occorre chiaramente acquistarli.

Curiosità: “nelle attivita’ di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacita’ immaginativa radicata nel profondo”. Lo stato theta è conosciuto come quella condizione della mente dove si può cambiare la realtà all’istante in modo positivo.

Buon divertimento!

Splendido documentario sull’importanza di crescere con la musica.

A partire dal metodo Suzuki viene illustrato come con questo metodo s’insegni a suonare uno strumento attraverso l’imitazione e l’ascolto.

Nonostante i suoi limiti, molti sono i pregi di questo metodo: creare un approccio naturale alla musica, abituare all’ascolto e alla disciplina, imparare con naturalezza un linguaggio nuovo come quello musicale.

giocaremusica-300x180

Il viaggio nell’apprendimento musicale si sposta poi in Ecuador dove lo studio della musica classica, talvolta vista come qualcosa di elitario, e ad il supporto dell’associazione Huancavilca, ha permesso a molti bambini della periferia povera di Guayaquil  di poter suonare in un orchestra sinfonica e di portare avanti la loro passione che forse un giorno potrebbe trasformarsi anche in professione.

E per ultimo, l’esempio della scuola Kalkeri in India, fondata nel 2002, che fornisce ospitalità, cure mediche ed istruzione gratuite. Un collegio in cui per 3 ore al giorno si pratica la musica cantando e suonando il sitar, l’armonio, la tabla e la tampura, tipici strumenti tradizionali indiani.

Un documentario assolutamente da non perdere per comprendere perchè la musica è importante nella crescita dell’essere umano e di come si riesca, attraverso l’apprendimento di uno strumento, a potenziare la fiducia in sè stessi, la pazienza e la costanza verso i propri obiettivi.

The human jukebox

Oggi vi lascio con la visione di un video presente su youtube e 9gag che trovo estremamente spassoso ma anche singolare per il finale a sorpresa.Se volete ulteriori informazioni sulla band andate a questo link dove troverete ulteriori video: http://www.cdzamusic.com/

Buona visione!

Tra i miei film preferiti nella videoteca di famiglia, la sua colonna sonora si annovera tra le più intense oltre che premiate (come il film stesso, vince l’Oscar nel 1988) grazie alla creatività di Ryuichi Sakamoto unita a quella di  Cong Su e David Byrne:

Dopo aver visto il film, ho sentito immediatamente un gran desiderio di suonare questa colonna sonora che descrive con così tanta profondità la condizione di solitudine di Pu Yi nella città proibita quale ultimo imperatore della Cina.

Come sempre Sakamoto riesce a fondere con eleganza atmosfere orientali ed occidentali senza mai essere banale e facendoci rivivere la sceneggiatura come se fosse lui stesso Pu Yi.

La mia interpretazione è puramente personale e non ha nessuna pretesa virtuosistica ma ci tenevo a condividerla con voi in quanto musica descrittiva e fortemente emozionale.

Buon ascolto!

Promossa dall’Associazione Quadrivium, con la direzione artistica di Francesco De Zan, e nata dalla collaborazione tra la Regione Veneto e le provincie di Venezia, Padova, Treviso, Rovigo e Belluno, si terrà dal 24 agosto al 5 ottobre, una rassegna di 20 concerti da camera interpretati da artisti nazionali ed internazionali all’interno di incantevoli ville, castelli e abbazie tra le più suggestive e storiche del Veneto.

Per scaricare il pieghevole del programma, ecco il link:

http://www.venetoconcertante.it/

Come ogni anno ad agosto, a Ferrara si tiene dal 18 al 26 il tradizionale festival degli artisti di strada, evento unico in Italia che vede la città estense pullulante di musicisti e artisti provenineti da ogni parte del mondo.

Nato nel 1988, il festival compie quest’anno 25 anni e si propone con la sua unicità di essere anche Ecofestival quindi con intento non solo artistico, turistico e di rivalutazione della città ma anche attento ai temi legati all’ambiente ed alla sostenibilità.

Dirtettamente dal sito uficiale cito: “Per i tantissimi spettatori, provenienti da tutta Italia e, in misura significativa, anche dall’estero, il Festival è un entusiasmante giro intorno al mondo alla ricerca di sonorità familiari ed esotiche, è un’appassionante caccia al tesoro per scoprire gli strumenti più originali, le performance più fantasiose, i costumi più appariscenti. Ed è, soprattutto, un’infinita festa mobile, che si muove in mille direzioni, capace di riservare sorprese ad ogni angolo: un fiume di allegria, di suggestioni, di stupore, che invade strade e piazze di uno dei centri storici più belli d’Italia.”

Ecco un assaggio video (by Giacomo Melandri):
http://www.youtube.com/watch?v=x1W-CfjLKoM

E qui tutte le informazioni per poterlo visitare:

http://www.ferrarabuskers.com/area-stampa/presentazione-festival-2012

E’ una delle opere  più ricche di colore e contrasti, viaggio e diario delle impressioni di un visitatore che passeggia tra i quadri di una mostra, scaturita dall’immaginazione di Modest Musorgskij (uno dei compositori del gruppo dei Cinque per il quale l’arte era legata al folclore e alla tradizione popolare russa) dopo essere rimasto magicamente affascinato dai quadri dell’amico Viktor Alexandrovic Hartmann, morto l’anno precedente e per il quale fu organizzata una mostra a San Pietroburgo nel 1974. La versione originale dei Quadri di un’esposizione, scritta nel 1873, è pianistica ed è forse la meno conosciuta, poichè a renderla popolare fu la trascrizione per orchestra di Nikolaj Rimskij-Korsakov (e l’esecuzione di Maurice Ravel nel 1929). Al seguente link potrete ascoltare l’interpretazione pianistica di Alice Sara Ott giovane e talentuosa artista:

http://www.medici.tv/#!/alice-sara-ott-schubert-mussorgsky-verbier-festival-2012

L’ascolto della versione orchestrale lo trovate qui sotto, con tanto di titolo e di scansione temporale per ogni singolo brano:


0:00 I. Promenade
1:41 II. Gnomus
4:15 III. Promenade
5:14 IV. Il vecchio castello
9:37 V. Promenade
10:11 VI. Tuileries
11:14 VII. Bydło
14:13 VIII. Promenade
14:57 IX. Ballet of the Unhatched Chicks
16:16 X. “Samuel” Goldenberg und “Schmuÿle”
18:17 XI. Limoges, le marché
19:46 XII. Catacombæ (Sepulcrum romanum) and “Cum mortuis in lingua mortua”
23:29 XIII. The Hut on Fowl’s Legs (Baba-Yagá)
27:06 XIV. The Great Gate of Kiev

Per i più curiosi: una versione rock progressive fu realizzata dal gruppo Emerson, Lake & Palmer per il loro album omonimo nel 1971.

E per concludere, l’autografo del compositore Modest Musorgskij così recita in fondo all’opera: “Lo spirito creatore del defunto Hartmann mi conduce verso i teschi e li invoca; questi si illuminano dolcemente all’interno” e così noi ancora oggi, viaggiatori musicali, ci lasciamo lentamente condurre dalla sua musica…

Aleksandr Borodin

Aleksandr Borodin ritratto da Repin

Sicuramente lo avrete già sentito nominare perchè nella storia della musica è inserito tra i grandi nomi della musica russa come facente parte del Gruppo dei Cinque (assieme a Balakirev, Cui, Musorgskij e Rimskij-Korsakov) che si occupò di elevare la musica russa al pari delle altre scuole musicali nazionali (tedesca, francesce e italiana). Aleksandr Borodin, nato a San Pietroburgo nel 1833 da una relazione tra il figlio del principe Luka Semenovic Gedianov e la sua amante ventiquattrenne Avdokija Konstantinovna Antonova, fu un personaggio alquanto particolare poichè oltre ad annoverarsi tra i musicisti, fu anche valente chimico e ricercatore scientifico. Considerava la musica, come lui stesso disse “un riposo dalle sue occupazioni più serie” e fu proprio per questo che non scrisse moltissime opere, ma tra queste, Il Principe Igor, divenne certamente la più celebre, a tal punto da entrare a far parte nel 1953 del musical Kismet a Broadway (noto è il tema di Stranger in Paradise che riprende proprio quello delle Danze Polovesiane):

Di Borodin si sanno molte cose e molti sono gli aneddoti che potete trovare sul web: spesso lo si ricorda come la classica figura dello scienziato sempre di corsa e sempre indaffarato, polistrumentista da bambino e “dilettante” da adulto tanto da proseguire la sua scrittura del Principe Igor per ben vent’anni senza mai riuscire a finirla (fu infatti completata postuma da Rimskij-Korsakov), socievole e di compagnia a tal punto da avere la casa sempre invasa da amici, studiosi e musicisti. Ma è innegabile, e le Danze Polovesiane lo testimoniano, che il suo stile musicale fosse così delicato, elegante, ricco di originali temi da rimanere nella testa di chiunque lo ascoltasse.

L’originalità dei temi, le delicate armonie e la ricercatezza modale caratterizzano altresì le sue composizioni più note: i due quartetti per archi, la seconda sinfonia, la Petite Suite per pianoforte e lo schizzo sinfonico ricco di elementi folklorici russi, Nelle steppe dell’Asia centrale (1880).

E vi lascio con una poesia di Charles Bukovski:

Vita di Borodin

la prossima volta che ascolti Borodin
ricorda che era solo un farmacista
che scriveva musica per distrarsi;
la sua casa era piena di gente:
studenti, artisti, barboni, ubriaconi,
e lui non sapeva mai dire di no.
la prossima volta che ascolti Borodin
ricorda che sua moglie usava le sue composizioni
per foderare la cuccia del gatto
o coprire vasi di latte acido;
aveva l’asma e l’insonnia
e gli dava da mangiare uova à la coque
e quando lui voleva coprirsi la testa
per non sentire i rumori della casa
gli lasciava usare soltanto il lenzuolo;
per giunta c’era sempre qualcuno
nel suo letto
(dormivano separati quando proprio
dormivano)
e siccome tutte le sedie
erano sempre occupate
spesso lui dormiva sulle scale
avvolto in un vecchio scialle;
era lei a dirgli di tagliarsi le unghie,
di non cantare o fischiare
di non mettere troppo limone nel tè
di non schiacciarlo col cucchiaino;
Sinfonia n.2 in si minore
Il principe Igor
Nelle steppe dell’Asia centrale

riusciva a dormire solo mettendosi
un pezzo di stoffa scura sopra gli occhi;
nel 1887 partecipò a un ballo
all’Accademia di medicina
indossando un allegro costume nazionale;
sembrava finalmente di un’insolita gaiezza
e quando cadde sul pavimento,
pensarono che volesse fare il pagliaccio.
la prossima volta che ascolti Borodin
ricorda…

The Piano Guys

Duo americano dello Utah, formato da Jon Schmidt al piano e Steven Sharp Nelson al violoncello, che sottolineo per l’intenzione di voler portare qualcosa di nuovo nel classico e qualcosa di classico nel nuovo, così come si legge sul loro canale youtube (numerose sono le loro citazioni classiche tra cui Mozart, Beethoven e Rachmaninoff, così come contemporanee tra i quali John Williams e Klaus Badelt, celebri compositori di colonne sonore cinematografiche).

su chi sono, ecco qui alcune info ed il sito ufficiale.

Curiosità: per i fan di Star Wars consiglio anche questo video-sorpresa!

Oggi condivido con voi un articolo tratto da “The Quietus“, webzine musicale britannica, che mi ha molto incuriosita, anche perché, chiediamocelo onestamente, cos’ hanno in comune Steve Reich e i Radiohead? Direi apparentemente proprio nulla. Steve Reich é uno dei compositori viventi più importanti (assieme a Terry Riley, Philipp Glass, Yann Tiersen e Michael Nyman, tutti valenti pionieri del minimalismo) e che ha in parte influenzato l’elettttronica ed il pop. Sembra che il compositore statunitense si stia ultimamente dedicando ad un nuovo progetto in cui é lui stesso inaspettatamente ad ispirarsi alla musica rock.

Radio rewrite parte proprio con due brani della band di Oxford: Everything in its right place e Jigsaw falling into place. L’idea di Reich é nata dopo aver visto suonare i Radiohead a Cracovia dove, pare, sia rimasto piacevolmente deliziato nell’ascoltare il suo brano Electric counterpoint eseguito dal chitarrista Jonny Greenwood:

Il progetto di Reich non é ancora terminato ma sembra che verrá eseguito dalla London Sinfonietta nel 2013. Lo stesso Reich, riporta il giornalista dell’articolo Leo Chadburn, ne parla in termini entusiastici e come qualcosa che non ha nulla a che fare con il rock: “Se non conoscete i brani originali, non vi verrebbe di certo in mente quel genere di musica. Ho solo usato alcune armonie, giri di basso e melodie e sono andato per la mia strada”. Così su due piedi, non mi faccio nessuna particolare opinione in merito, attendo solo di ascoltare con molta curiositá, sono convinta che potrá essere un’ occasione in più per arricchire il mio bagaglio musicale.

Ultimi video-saggi

Irene e Noemi Mazzucato:

Gemma e Francesca Furlan:

Gianluca Lumetti:

Marco Carraro e Gianluca Lumetti: