L’argomento diteggiatura, cioè quale numero di dito utilizzare in un certo punto dello spartito (non parliamo poi di scale e arpeggi, anche quando sono scritte!) è una delle domande più frequenti che mi sento fare dai miei allievi.

Colgo allora l’occasione del blog per schiarirvi le idee, quindi ecco alcuni consigli.

Innanzitutto le dita non sono mai assolute e vanno adattate alla mano di chi suona ed in base al passaggio e alla velocità alla quale si vuole eseguire quel passaggio. Se però cambio quelle stampate è spesso per facilitarvi la vita (e magari farvi suonare con più fluidità) ed in base alla mia esperienza. Troppe volte ho constatato che l’insicurezza nel suonare un brano è causata dal fatto di non osservare le diteggiature!

Vi sono, quindi, degli accorgimenti di massima che pianisti esperti prima di noi hanno concordato di utilizzare e lo hanno fatto dopo ore, giorni, anni di esperienza, non certo per sfizio:

1. Le dita si numerano così: 1 pollice, 2 indice, 3 medio 4 anulare 5 mignolo, sia destra che sinistra

2. Mettere nuovi numeri solo nei punti strettamente necessari (non su tutte le note!), es. se c’è un DO e poi un RE e un MI, inserire solo 1 sul DO, il resto vien da sé, è ovvio ed è a rigor di logica. Inserire troppi numeri sulle note significherebbe mettere in dubbio la naturalezza, ci farebbe dubitare ad ogni nota.

3. Cercare, per quanto possibile, di scrivere le note per la mano destra sopra alle note e quelle per la mano sinistra sotto alle note, tutto risulterà più immediato, ordintao e facile in velocità.

4. Un passaggio sullo spartito in genere richiede: il pollice quando le note salgono/ il mignolo quando le note scendono.

5. Le dita più lunghe (3, 4, 5) servono per i tasti neri perché questi sono più lontani per voi da raggiungere dal punto in cui siete seduti.

4. Un passaggio su tasto nero usa di solito il dito più lungo e forte, cioè l’indice (2). Solo per ragioni particolari o per ripetere un certo schema già dato, utilizzate il 3 o il 4.

6. Nelle scale diatoniche (formate da 8 suoni susseguenti, 7 con ripetizione della prima all’ottava superiore): visto che la mia mano ha 5 dita sarà ovvio che alcune di queste dovrò utilizzarle due volte. Ecco allora che serve il passaggio del pollice, cioè il pollice passa sotto ad un altro dito, di solito il 3 o il 4, per poter proseguire nella successione della scala in maniera fluida e veloce senza che la mano debba completamente staccare il suono ed allontanarsi dalla tastiera per cambiare posizione.

7. Nelle scale cromatiche (formate da 12 suoni susseguenti e distanziati di semitono, es.: do, do♯, re, re♯,mi, fa, fa♯, sol, sol♯, la, la♯, si, do) le diteggiatura per elementare è 1, 3, 1, 3, 1, 2, 3, 1, 3, 1, 3, 1, 2, 1.

Altri trucchi si possono imparare a lezione e con la pratica, esistono passaggi simili ma la gamma delle possibilità è estesa, perciò valuteremo insieme di volta in volta la necessità di cambiare le dita o meno.

Scenderemo più nei particolari con i prossimi articoli sulle scale e sugli arpeggi.

Spero intanto di aver sciolto alcuni dubbi e a presto!

Compositori_CurciChi intende far avvicinare i propri bimbi alla musica classica raccontata come fosse una favola trova in questa serie di libri con audio cd un’ottima soluzione.

La serie della Curci YoungAlla scoperta dei compositori” è stata pensata per i bambini dai  6 ai 10 anni ma credo che anche i genitori meno avvezzi alla classica possano trovare lo spunto per creare un momento rilassante in famiglia ascoltando della buona musica.

I libretti disponibili sono attualmente nove e dedicati a Vivaldi, Händel, Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin, Čajkovskij e Debussy.

Ogni volume narra l’infanzia e la vita di ciascuno di loro anche con curiosità divertenti…lo sapevate, per esempio, che Debussy, grande appassionato del mare, voleva fare il marinaio? O che Handel suonava il pianoforte di nascosto perché il padre non voleva che diventasse musicista?

La collana è, inoltre, corredata da graziose illustrazioni e fotografie di repertorio e inframezzata da estratti musicali presenti nel cd e provenienti dallo splendido catalogo della Erato.

Interessantissimo libro quello che oggi vi segnalo in quanto è uno dei pochi a tentare di avvicinare, incuriosendoli, anche i neofiti alla musica: di Daniela MagaraggiaDentro la Musica

dentro la musica_magaraggia

Come dice la stessa introduzione, è un testo che ci introduce alla musica in modo consapevole attraverso l’analisi guidata delle forme, degli elementi, dei ritmi e degli stili musicali, dell’armonia, della melodia, dei timbri….il tutto corredato da un’appendice con glossario e questionari di comprensione.

Particolarità che apprezzo tantissimo  sono i consigli di ascolto che via via si trovano tra i capitoli e la possibilità, con registrazione gratuita, di accedere ai contenuti multimediali della Curci.

Libro da non perdere, anche quando si sa già molto della musica perchè in realtà si ha sempre da imparare…

Colgo l’occasione per ricordarvi,a proposito di Ludovico Einaudi e del suo concept album “In a time lapse, che domani mercoledì 13 febbraio, su Repubblica.it si avrà la possibilità di assistere in diretta streaming al suo concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, intanto ecco l’intervista al maestro del giornalista Gino Castaldo:

http://video.repubblica.it/eventi-einaudi/il-viaggio-nel-tempo-di-einaudi/118647/117113

Isaac Albeniz (1860-1909 è un autore certamente poco conosciuto a chi non ascolta musica classica per pianoforte ma che sorprende per la sua raffinatezza.

Tratto dalla suite España, op. 165 (della quale trovate lo spartito qui), ecco la mia interpretazione del Tango in re:

Mi ha divertito molto leggere di alcuni aspetti della sua personalità che non conoscevo: ribelle e insofferente alle regole, grande adulatore di donne, grande concertista ma conosciuto anche per il suo carattere generoso e bonario nonchè giocherellone (celebri le sue gags in pubblico quali suonare girato di schiena o con le mani coperte da un lenzuolo!)

albeniz

Come Manuel De Falla e Enrique Granados ebbe il merito di aver affermato la musica spagnola slegandola da ogni influenza straniera esaltandone il carattere folkloristico ricco di vitalità ritmica e lirismo.

Allievo e ammiratore di Franz Liszt, dopo varie peripezie  e concerti in America,  si stabilì con la moglie e i figli a Parigi dove entrò nella cerchia di altri celebri composiori quali Debussy, Fauré e Dukas e divenne famoso come pianista, insegnante e compositore.

Esercitò la sua influenzà su Debussy, Faurè, Ravel, Messiaen, Poulenc ed il drammaturgo e poeta spagnolo Federico Garcìa Lorca ne scrisse l’epitaffio sulla tomba dove Albeniz è sepolto a Barcellona:

Questa pietra che vediamo eretta
sopra erbe di morte e fango oscuro
vigila lira d’ombra, sole maturo,
urna di canto sola e rovesciata.
Dal sale di Cadice a Granada
che erige in acqua il suo muro perpetuo,
su cavallo andaluso d’accento duro
la tua ombra geme nella luce dorata.
O dolce morte della piccola mano!
O musica e bontà intrecciate!
O pupilla di falco, cuor sano!
Dorme cielo infinito, neve tesa.
Sogna inverno di luce, grigia estate.
Dormi nell’oblio della tua vecchia vita!
[HO PAURA DI PERDERE LA MERAVIGLIA]
Ho paura di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e l’accento
che di notte mi mette sulla guancia
la rosa solitaria del tuo alito.
Mi addolora star su questa riva
tronco senza rami; ma ciò che piú m’addolora
è non aver fiore, polpa o terra,
per il verme della mia sofferenza.
Se tu sei il mio tesoro occulto,
se sei la mia croce e il mio dolor bagnato,
se sono il cane del tuo dominio,
non lasciarmi perdere ciò che ho guadagnato
e inghirlanda le acque del tuo fiume
con foglie del mio autunno perduto.

Musica al cinema

Vi segnalo brevemente, visto il poco tempo di questa settimana, l’iniziativa nuova di portare la musica classica in varie sale cinematografiche italiane.

music_emotion

MusicEmotion è una rassegna di concerti proiettati in hd che ha come protagonista l’orchestra filarmonica della Scala di Milano.

Qui trovate informazioni sui vari concerti:

http://www.filarmonica.it/concerti.php?id=1377

E qui l’elenco dei vari cinema interessanti all’iniziativa:

http://www.nexodigital.it/1/id_291/Music-Emotion—Daniel-Harding.asp

Mi auguro di poterne vedere almeno uno!

stumenti antichiLe videolezioni talvolta sono più utili di molti libri, soprattutto quando si ha poco tempo e si devono ripassare velocemente i concetti: lunedì tenterò di cimentarmi nel test preliminare per l’ingresso al biennio abilitante che prevede un “unico” posto per docente di pianoforte….le probabilità statistiche che io lo superi sono scarsissime ma la prendo come un’occasione per rivedere la mia preparazione teorica e pratica, come è giusto che ogni docente periodicamente svolga. Dico “ripassare” i concetti perchè oltre a questo fantasmagorico test dalle speranze quasi nulle, nel mio percorso di studi ho già avuto modo di superare brillantemente per ben  3 volte esami riguardanti la storia della musica….ma, si sa, gli esami non finiscono mai quanto la ricerca della stabilità e per noi docenti è una consueta e ben nota situazione.

Tornando al tema dell’articolo, ho scovato da tempo queste videolezioni di Onorio Zaralli e del Centro Studi Multimediali “Il Ninfeo”:

http://www.youtube.com/user/ilninfeo?feature=watch 

Inizialmente mi metto ad ascoltare un video, poi lo riascolto annotando le cose più importanti, infine creo, su uno dei miei quadernetti, una panoramica generale del tema (es. il Rinascimento, oppure il Barocco…). Completo alla fine con l’ascolto (evviva youtube!) di brani citati negli appunti e nelle videolezioni che servano per fissare le idee e chiarire meglio gli aspetti teorici e i caratteri di certe forme musicali (es. mottetti, oratori, madrigali, sonate, suite, sinfonie…).

Altro materiale didattico musicale lo potete trovare nel sito personale di Onorio Zaralli:

http://www.onoriozaralli.it/

Tutti d’Accordo

Vi segnalo oggi un canale presente sul digitale terrestre molto interessante che ho scavato praticamente per caso (grazie serendipity!) e, in quanto canale interattivo, tramite youtube. Il canale si chiama ABC e contiene format dalle tematiche più disparate: viaggi, cucina, tg europa, istituzioni, make-up, moda, tecnologia, yoga, fitness, arte e…..musica!

Braque

Vi sono ben due format a questo proposito: Tutti d’Accordo e Oltre Musica.

In Tutti d’Accordo, presentato dalla violinista Nancy Squitieri, si esplorano i vari strumenti musicali (pianoforte, clavicembalo, voce, violoncello, viola, arpa, oboe, sax, fagotto, corno inglese, flauto traverso) attraverso il racconto della loro storia, delle loro caratteristiche e del loro funzionamento con l’aiuto di un ospite musicista in studio. Non mancano approfondimenti su due formazioni cameristiche quali duo pianoforte e violoncello e trio jazz.

In Oltre Musica invece troviamo quattro interviste con artisti celebri (molto simpatica quella con Stefano Bollani).

Abbiamo già parlato di “Life in a day” come pellicola nata dal contributo collettivo di filmati, opera di gente comune e sorta di social film experiment. Oggi però vorrei spostarmi nel settore che mi appartiene maggiormente rispetto alla cinematografia.

Recentemente gli islandesi Sigur Ros, uno dei gruppi che più apprezzo degli ultimi 5 anni, hanno realizzato il loro ultimo disco intitolato “Valtari” invitando il pubblico, i fans e alcuni video maker famosi per la realizzazione di un cortometraggio liberamente ispirato alle traccie di questo che è il loro sesto album, uscito a maggio del 2012.

Risultato originalvaltari_sigur_rose è stata la creazione del “Valtari Mistery Film Experiment“, sorta di nuovo festival diffuso in tutti i continenti e le cui proiezioni sono state proposte dal 7 al 9 dicembre 2012 non solo nei cinema di varie nazioni ma in location messe a disposizione dagli stessi utenti (tra i quali bar, case e negozi).

Se volete qualche assaggio video, vimeo come sempre può accontentarvi, a dimostrazione di come la creatività risieda in ognuno di noi e di come la buona musica sia infinita fonte di buona e saggia ispirazione immaginifica:

http://vimeo.com/valtarifilmexperiment

Questo filone di creatività collettiva s’inserisce, a mio avviso e a pieno, in quello puramente musicale che in ondarock viene meravigliosamente descritto attraverso la playlist di molte bands in uno speciale di approfondimento di qualche mese fa scritto da Marco Sgrignoli e dal titolo “Nuova coralità” dove si  accenna a vari gruppi (Sigur Ros, Arcade Fire, Noah and the Whale, Sufjan Stevens) dei quali m’interesso negli ultimi anni, al di là della musica classica, e che non disdegno di consigliare anche ai miei allievi, poiché in molti dei loro brani il pianoforte non viene per nulla snobbato. Denominatore comune sono le atmosfere spesso sognanti, vicine al folk, a tratti intimiste, a tratti di carattere cameristico con uso abbondante di molti strumenti e formati da più di 5 musicisti, efficaci al massimo in contesti live quasi a calarci in un clima da parata, ricordandoci certe feste tradizionali di paese dove tutti conservano gelosamente la memoria del proprio passato e sono pronti a far fronte comune per un ideale condiviso.

Penso oggi di avervi dato più di qualche spunto di ascolto….youtube e vimeo pronti e a a voi solo l’imbarazzo della scelta!

Nuovi materiali

Finalmente e nonostante le ferie (ma forse proprio per questo) ho potuto rimpolpare la sezione “Materiali” di nuovi spunti (i primi brani che di solito s’imparano a suonare appena ci si destreggia un attimo con le 7 note)

Ma ci trovate anche i preludi e fughe di Bach che ho analizzato nei miei articoli, scale e arpeggi (in do, in fa e in sol) e fogli pentagrammati di varie misure e tipo. Chiaro che non è tutto, col tempo vi fornirò di altro materiale che di solito utilizzo a lezione e che grazie ad un’esperienza ventennale ho raccolto, ampliato e migliorato passo dopo passo.

Colgo l’occasione per ringraziare di cuore chi mi ha seguito fin qui leggendo settimana dopo settimana i miei articoli, vedo che a piccoli passi le visite sono aumentate…continuate così!

Io, da parte mia, cercherò di affrontare al meglio le tematiche pianistiche e musicali (che è un po’ come pescare nell’oceano!) con il mio solito entusiasmo e serietà.

Un saluto a tutti voi!

Per trascorrere un sereno periodo natalizio vi regalo oggi due video:

il primo (come il seguente, scovato in Vimeo, contenitore infinito di emozioni) riguarda l’importanza della musica nella nostra vita:

La musique nous rapproche

Il secondo, tramite il brevissimo racconto del suo proprietario, esplora la bottega di pianoforti più antica di Parigi:

La mer de piano

Oltre ad augurarvi una buona visione, non posso che auspicarvi anche un Natale di grande serenità e un 2013 ricco di stimoli creativi e giornate fruttuose all’insegna della musica, dell’arte e di tanta pace,

a presto!

Film: il pianista

Vi consiglio oggi questo film che molti di voi avranno probabilmente già visto. Del 2002, con la regia di Roman Polanski e con un attore protagonista quale il talentuoso e singolare Adrien Brody (che tra l’altro vinse l’Oscar per questa interpretazione), non mi dilungherò sulla trama, anche per mancanza di tempo purtroppo, che è tratta da un romanzo autobiografico di Wladislaw Szpilman, compositore e pianista polacco, ma vi esorto caldamente a vederlo come il racconto di una grande passione, quella per la musica, il cui valore s’innalza nei momenti più difficili della vita di ognuno di noi, come fu per il protagonista del film.

Vi lascio con il trailer italiano e buona visione

Charles Rosen

Charles Rosen, purtroppo scomparso propio oggi (ne dà l’annuncio il Los Angeles Times  e il New York Times), pianista, musicologo e concertista da più di sessant’anni, con una egualmente appassionata carriera di scrittore di musica per numerose riviste e periodici, ha più volte saputo offrirci punti di vista originali sulle vicende storico-musicali e sui vari aspetti del suonare, con un modo di raccontare ironico e brillante (altri suoi interessanti titoli sono: “Lo stile classico: Haydn,Mozart, Beethoven”, “La generazione romantica”, “Le forme-sonata”).

piano_notes_rosen

In questo libro del 2008 parte dal lavoro muscolare di ogni pianista, che Rosen afferma essere simile a quello di un atleta, portando numerosi esempi tra le celebrità di questo strumento, quali Rubinstein, Gould, Horovitz e Rachmaninov, solo per citarne alcuni, passa ad un discorso sul tocco e su quanto la condizione mentale condizioni quella fisica con risultati ovviamente differenti. Altri capitoli sono poi riservati ai concorsi ed ai conservatori, ai concerti ed alle incisioni, per poi finire con la prassi esecutiva,approccio fedele e necessario quando s’intende suonare rispettando il periodo storico di ogni compositore.

Libro assolutamente da consultare e da tenere con estremo amore e cura sopra al pianoforte!

Havasi Balász, giovane promessa pianistica di origine ungherese che dopo aver dedicato una vita intera allo studio del pianoforte ha iniziato a comporre musica propria seguendo il suo personalissimo stile (indubbiamente influenzato da melodie e ritmi tipicamente balcanici) ed il suo grande successo quale pianista più veloce al mondo (esattamente 498 tasti al minuto!), anche se il suo talento musicale è indubbio, al di là della mera velocità ginnica delle sue dita.

Nel 2007 è avvenuto il vero esordio, grazie anche alla fondazione del suo trio “The Unbending Trees” (Gli Alberi Inflessibili). Oltre che in Ungheria, il trio ha avuto successo principalmente nel Regno Unito. Eccone un video:

http://youtu.be/Kk5itF5YHvw

Ho avuto il piacere di conoscere Piotr Lachert durante un masterclass di didattica pianistica qualche anno fa. Piotr Lachert, pianista e didatta da più di 40 anni, ha inaugurato negli anni ’70 il “metodo creativo“, uno stile didattico di grandi risultati, improntato maggiormente al raggiungimento dei risultati di apprendimento basati sulla naturalezza e sulla creatività, senza per questo sottovalutare l’importanza dell’ allenamento tecnico.

Questo libro è un vero manuale di consigli per allievi ma soprattutto per insegnanti di pianoforte che affronta svariati temi: dalla cultura musicale (articolazione, diteggiatura, pedale e tecnica in generale)  alla  cultura pianistica (immaginazione, memoria, emozione), dalla didattica (tipologie di allievi e preparazione a esami, concerti, concorsi) e dalla consapevolezza di ogni pianista (virtuoso, insegnante, musicista da camera, accompagnatori) alla fedeltà stilistica in base al periodo storico del brano) per finire con le malattie pianistiche ed un discorso interessantissimo sul pianoforte ai nostri giorni.

Lo consiglio caldamente.

E’ il titolo di un cortometraggio la cui produzione esecutiva è stata affidata a Ridley Scott con la regia di Kevin Macdonald, ma le cui scene sono il frutto di un  esperimento cinematografico globale nato da un annuncio su youtube che invitava gli utenti a filmare una “giornata tipo”della loro esistenza, esattamente il 24 luglio del 2011. Il risultato è stato quello di selezionare ben 4.500 ore di filmati provenienti da ben 80.000 iscritti di 140 paesi. Il video è disponibile gratuitamente su youtube:

http://www.youtube.com/lifeinaday

Inutile dire che è il primo Social Movie in assoluto (nel senso non solo di tema sociale ma anche di partecipazione collettiva) e che per l’efficace realizzazione ha vinto premi al Sundance Film Festival e al Silverdocs Documentary Festival (oltre alla proiezione nel corso del Festival internazionale del cinema di Berlino nel 2011).

Senza dubbio si tratta di un documentario che fin dalle prime scene incuriosisce, spiazza, emoziona, a tratti inorridisce ma tutto questo non sarebbe stato lo stesso senza il commento musicale che trovo splendidamente originale, emozionante e ritmicamente in linea con le scene, come se la musica stessa volesse narrarci ciò che vediamo, senza parole, avvalendosi della profondità del linguaggio musicale, che delle parole non ha mai bisogno. Autori della colonna sonora: Harry Gregson-Williams e Matthew Herbert.